LXVII
per quefto fiamo dannati ò indifgratia di dio: imperò che fe fiamo de gl'eletti di Dio , per Chrifto et pura gratia di Dio, i noftri peccati no cifonno imputati.Bisogna anco che fappi, che fi come fei obligato,no folaměte a pregare per tutti, ma et di piu co fommo impeto di fpirito, a dargli ottimi cofigli, a cofo-fargli quato puoi, et a fargli ogni bene poßibile.cofi anco fei obligato a dargli no folamente vn pane,et tutto quello che ad altri è neceffario, et a te fuperfluo, ma et quello che ti è neceffario, quãdo cio farefuffe piu in gloria di dio.Sevuoi anco fapere quadodebbi fare l'elemofina, confidera che fi come perchefempre habbiamo bifogno dell'aiuto di dio, fempredoueremo raccomadarci a lui, et fare oratione: cofperche fempre debbiamo amare tutti li proẞimi noftri, però fempre fiamo obligati a fargli ogni benepoßibile. Se anco mi domadaßi in che loco debba farfilelemofina, direi che per no effere la carità fuperftitiofa, ci obliga a fare ogni poßibile benefitio a tuttili proẞimi noftri, in ogni tëpo et loco che lipoßiamo giouare. Dirai, debba l'elemofina farfi in publico o in fecreto: Refpodo che debba farfi publicame-te ò fecretamete, fecodo che è piu gloria di dio. Verbi gratia, fe per fare l'elemofina tua in publico, nonti leuarai invana gloria, ma pefando che dai quellos di Dio , a lui folo darai la gloria,& fi edificarano