LXVII
quelli che vedranno quella tua pietà, in tal cafo debbi farla in publico, aciò che come diffe Chrifto, la luce della tua caritàrefplendendo in confpetto de gl²buomini, fieno eccitati a far fimili opere, arendere gloria a Dio , poi che con offeruare la fua promeffa di no abandonare lifuoi, ti ha dato fpirito dimuouerti a pietà de tuoi fratelli. Doue per il con-trario, fe penfaffe di infuperbirtene, quando faceßiquella elemofina publicamente, ò che molti fe nefcandalezarebbeno, con credere che in darla cofiin publico, vccellaffe alla gloria del modo, debbi noeffendo conftretto al contrario, darla priuatamente.Et quando Chrifto diffe, quando fail'elemofina,non fappi la finiftra tua quello che fa la deftra, nofu fua intentione di proibirci affolutamente che nofaceffemo l'elemofina in publico, ma che non fa fa-ceffemo per effere vifti& laudati da gl' huomini.Però affai la fa fecreta, chi la fa folo per gloria diDio , fenza effere moffo da alcuna finiftra intentione.Dirai, fonno molti poueri li quali fi vergogne-rebbeno di pigliare l'elemofina in publico. Et io dico, che fe non per lor colpa fonno poueri, che nondebbano vergognarfene: mafe fono poueri per forcolpa, in tal cafo debbano vergognarfi della colpanon della pouertà. Et fe la lor colpa per la qualefonno venuti in pouertà, è fecreta, non debbi publi
carla,