LXX
garci: quefto perche aciò non füßemo obligatia amare fommamente Dio , bifognarebbe che Dio non fufle fommamente buono, il che no è poßibile.Se fiamo adunque impotěti a amare Dio le creature nel modo debbiamo, quefta noftra impotentianon nafce da alcuna colpa che fia in Dio , fe gia tunon voleẞi dire che in lui fuffe colpa l'effere fom-mamente buono, òl'hauerci creati capaci di fe: manafce dalla colpa dell'huomo, che fi è priuato de doni che nel primo parente gli furno conceßi. Et contutto quefto Dio alli fuoi eletti da gratia di poterloamare. Laffo ftare che Dio potrebbe comandarcitutto quello che voleffe, et fopra le nostre forze, infin che volaffemo, et in tal cafo baremo a dire li fuoiprecetti effere giuftißimi, poi che fecondo la fua volontà di neceßità rettißima, potrebbe dannarcigiuftißimamente fe non l'offeruaffemo, perche puo fa-re delle fue creature tutto quello che gli piace,tutto quello che gli piace è neceffario che fia bene,Dio gli precetti che ci ha dati, non folo fonno infe giuftißimi, ma fono tutti dati in benefitio noftro:diremo che Dio fia ftato ingiufto in obligarciavna fi fanta, giufta e perfetta legge? Alli carnalimentre che fonno fenza viuo lume di Dio , non folamente gl'è afpro difficile l'amare Dio , gl'amici,gl'inimici, l'altre creature nel modo che fonno
tenuti