LXXII
da quella frenesia. Sonno anco miferrimi, fe benegli pare effere felici, perche fempre fonno in timo-ri, fofpetti, anguftie, anfietà, miferie, come Chai-no fegnati, profugier defperati: doue li cauallieridi Chrifto, come quelli che commettano a Dio il tutto, fonno fempre quietißimi felicißimi. Preghiamo adunque il Signore che ci dia gratia di milita-re fotto il fuo ftendardo, aciò che come fuoi buo-ni cauallieri, gli rendiamo ogni laude, honoregloria, per Giefu Chrifto Signor noftro, Amen.Quali fonno quelle cofe, le quali cieccitano a perdonare a gl'inimici.Predicha LXXIII.
N prima doueremo effere eccitatia perdonare l'ingiurie, dal penfare che rimetterle, è in fe cofa figiusta, che fe bene Dio non c'elhaueffe mai comandato, in ogni
modo faremo obligati da effa honeftà a per donar-le: imperò che effendo Dio fommamente buono,fenza altra efpreffa legge, faremo obligati a ama-re fommamente Dio , era cercare che fia illuftra-ta la fua gloria in fin dalli inimici: e quefto è propriamente amarli. Ma attefo che di piu ce l'ha co
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