LXXIIII
donargli. Et perche quafi ogn'vno che ha ingiuridto il profimo fuo, vorrebbe che gli fuffe perdonatofe ben no fanno trouare la via: però mi è parfoe-fpediete di efplicare, che modi douerebbeno tenerequefti tali, aciò che gli fuffe rimeffa l'ingiuria che hano fatto alli proẞimi loro. In prima fe hai ingiuriato il proẞimo tuo, douerefti penfare che principalmente hai ingiuriato Dio , però la prima cofa douerefti cercare di far pace con lui, con ricognofcere inconfpetto di Dio , di core, la tua colpa, et domandarne venia, co fede che per Chrifto, et pura fua gratia,te l'ha perdonata: et all'hora fentendoti Dio propitio, farà piu facile cofa che ti humili all'inimico tuocon domandargli perdono, con fperare che Dio gli darà gratia di perdonarti. Errano adunque co-loro, li quali fonno folliciti che gli fia perdonato dagl'huomini,& non fi curano che gli fia perdonatoda Dio : maßime attefo che non fi puo far uera pacecol proẞimo, fe in prima no fi fa con Dio . Bifognaadunque la prima cofa, che ti metti inanti agl'occhi della mente l'ingiuria che hai fatto a Dio ,& alproẞimo tuo, che la rifguardi con gl'occhi lim-pidi chiari della ragione e dello fpirito, fenzagl'occhiali coloriti delli tuoi difordinati affettipaßioni: imperò che in fin tanto che no cognofci iltuo errore, no puoi in verità pentirti, domandare