LXXIII
che fieno fatte, ci fimoftrino per dolci, ricche et gloriofe, nientedimeno fatte ch'elle fonno, fi efperimenta tutto il contrario. Preghiamo adunque Dio checi dia il fuo fpirito, aciò che hauendo tutti per fra-telli, rendiamo al Padre ogni honore gloria, perGiefu Chrifto Signor noftro, Amen.
De modi che douerebbeno tenerequelli che hanno offefo, aciò che glifuffe perdonato. Pred.LXXIIII.
B
Enche il no rimettere l'ingiurie,per quella peßima, longa& continua ostinatione, comunementefa peggio ch'el farle: però nellefcritture facre piu fpeffe volte ciè comandato che perdoniamo l'ingiurie, che no ci ècomadato che no le facciamo: nientedimeno l'ingiuriare li fuoi fratelli, et molte volte fenza effere prouocati, doue doueremo amarli, no è piccolo pecca-to.E ben vero, che poi che bano fatto l'inguria peccano molto piu, in no tenere quelli modi che doue-rebbeno, aciò gli fuffe perdonato: imo in prouoca-regl'offefi, no folamente a no perdonargli, ma a fare le loro vendette, che no peccorno in far la primaingiuria, et che no peccano gl'inimici loro in no per
donargli