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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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LXXV

tuo, per la inferma vifta fua, ha in odio la luce,&gli difpiacciano le virtu: però tu per dargli quellapena, ti fforzi d'effere vn'huomo da bene. Et ancoperche fai che quando la virtù è apreffo al vitio,fcuopre meglio la bruttezza fua: però ti dai allevirtù, aciò che gl'altri comparandoui infieme, me-glio cognofchino le fcelerità, impietà ingratitudine dell'inimico tuo. Et anco aciò che laudando etapprobando tutte le perfone la tua vita, l'inimicotuo no folamente criepi d'inuidia, ma con fuo grandißimo cruciato, per non mostrarfi paßionato, fiafforzato fui proprio a dire ben di te.O vero gli faiogni di meglio, aciò che perfeuerado pure nella fuamalitia, fia da Dio tanto piu grauemente punito,quanto che farà ftato piu ingrato. Hor quefte ven-dette fe ben fonno approbate, laudate& magnifi-cate nella politia del modo, in quella di Chrifto fonno dannate reprobate, per effere fatte con triftaintentione. Ma le vendette chriftiane, angeliche& diuine, fonno quando firende ben per male,con retta intentione, fi come debba far ciafchunochriftiano: imperò che, in prima debba viuere inmodo che non dia occafione alcuna al proẞimo dafargli ingiuria: feglie l'ha data, debba pentirfe-ne, domandargliene venia,& tor via quella taleoccafione, Imo tutte quelle cofe, dalle quali puopenfare