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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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LXXV

penfare ch'el fuo inimico pigliarà occafione di far-gli male, potendo giuftamente laffarle, debba laffarle. Debba anco amare il fuo inimico, ma di core, inverità, in Chrifto, per gloria di Dio : imperò chequefto ferue molto per reconciliarci gl'inimici,&fare che fieno conftretti a reamarci. E obligato an-co a pregare per lui. Et di piu, quãdo penfi che gioui, debba dolcemente admonirlo, correggerlo, fa-tiffargli, con moftrargli che no ha trifto animo verfo di lui, imo che l'ama di core et da fratello in Chrifto. Ne bafta che di piu debba dir bene di lui,& fargli meglio: imperò che fi come il fuoco fifpegne conl'acque, cofi il male colbene. Però fecondo il pre-cetto di Paulo, debbi non laffarti vincere dal male,cio è dalla tua propria malitia, ne anco da quelladel proẞimo, ma debbi convincere te fteffo, et la malignità del tuo inimico, dir tanto ben di lui, e far-gli tanti benefitij, che fia conftretto vn giorno d'a-prire gl'occhi, cognofcere la tua bontà e l'er-ror fuo: in modo tale refti confufo, che venga a tea domandarti perdono, con dirti tu mi bai fupera-to vinto con la tua bontà. Ma per l'auenire nofolaměte no ti offendarò piu, ma ti farò come fchiauo. Quefte fonno le ricche, felicißime& gloriofevendette, alli generofi figlioli di Dio conuenienti:quado fi come Chrifto, faluando le perfone fcacciaIli z