Buch 
J.-J. Rousseau à Venise, 1743-1744 : notes et documents / recueillis par Victor Cérésole, Consul de la Confédération suisse à Venise ; publiés par Théodore de Saussure
Entstehung
Seite
74
JPEG-Download
 

lofficio, proruppe due giorni appresso nelle piu accese lamen-tazioni cou personale comparsa uell Ecc. Collegio, dicendo insostanza che teneuapochi banditi al suo servizio per grandezza delR'e , che non intendevaper questo dimpedir la giustizia, ne doffen-der il Principe, presso cui rissiedeva ; ma che non era per toile-rare che si facessero retenzioni avanti la sua casa (corne per laseconda volta poche notte inanzi era seguito), cosi che, se nonsi fosse presa cura dal Governo dimpedir simili trascorsi déliasbiraglia (la quale pareva avesse presa di mira la suacontrada),eglistesso coi piu rissoluti modi, avrebbe vindicato un torto tantopiu doloroso, quanto che sapeva di non meritarlo in confrontodegli al tri ambasciatori, i quali avevano usate violenze e tenevanocase af'fitate ail intorno delle loro abitazioni per ricovero de ban-diti. Rispose il serenissimo Principe che ad unagenerale licenzasera proceduto con un generale decroto e che segli ufficiali mallo eseguissero ne sarebbero castigati, lasciando cadere il puntodelle case vicine, corne un mendicato vantaggio introdotto euna falsa imputazione, di cui non se n aveva per anco da alcunaparte contezza. Non ommise perô di rillevarlo nello scrivereail ambasciatore in Francia, cui (oltre la circolar comissione atutti li ministri aile Corti rilasciata per notificare il decreto,e farne valere la raggione) singionse, che essendo trascorsolambasciatore in conceti eccedenti da profferirsi sopra iusus-sistenti pretese, dicesse risolutamente, non tolerarsi le fran-chiggie, che nelle sole case de Ministri e per casi accidentalinon mai ail intorno desse e per danaro prolitto de loro fami-gliari. E qui non è da passarsi sotto silentio un argomento cos-picuo délia giustizia e délia prudenza dell Ecc. Senato, ilquale a suoi ministri severamente inibendo simili arbitri e pro-cedure, si prese ad osservare in certo modo il primo quellaLegge, che dagli altri pure voleva reciprocamente osservata,giacchè li privileggi del Ministro sono considerati corne delPrincipe che rappresenta.

Le risposte che sebbero dalle Corti tutte furono conformi aldesiderio pubblico et alla ragione, anzi è da osservarsi, che