l’officio, proruppe due giorni appresso nelle piu accese lamen-tazioni cou personale comparsa uell’ Ecc. Collegio, dicendo insostanza che teneuapochi banditi al suo servizio per grandezza delR'e , che non intendevaper questo d’impedir la giustizia, ne d’offen-der il Principe, presso cui rissiedeva ; ma che non era per toile-rare che si facessero retenzioni avanti la sua casa (corne per laseconda volta poche notte inanzi era seguito), cosi che, se nonsi fosse presa cura dal Governo d’impedir simili trascorsi déliasbiraglia (la quale pareva avesse presa di mira la suacontrada),eglistesso coi piu rissoluti modi, avrebbe vindicato un torto tantopiu doloroso, quanto che sapeva di non meritarlo in confrontodegli al tri ambasciatori, i quali avevano usate violenze e tenevanocase af'fitate ail’ intorno delle loro abitazioni per ricovero de ban-diti.— Rispose il serenissimo Principe che ad unagenerale licenzas’era proceduto con un generale decroto e che segli ufficiali mallo eseguissero ne sarebbero castigati, lasciando cadere il puntodelle case vicine, corne un mendicato vantaggio introdotto euna falsa imputazione, di cui non se n’ aveva per anco da alcunaparte contezza. Non ommise perô di rillevarlo nello scrivereail’ ambasciatore in Francia, cui (oltre la circolar comissione atutti li ministri aile Corti rilasciata per notificare il decreto,e farne valere la raggione) s’ingionse, che essendo trascorsol’ambasciatore in conceti eccedenti da profferirsi sopra iusus-sistenti pretese, dicesse risolutamente, non tolerarsi le fran-chiggie, che nelle sole case de Ministri e per casi accidentalinon mai ail’ intorno d’esse e per danaro prolitto de loro fami-gliari. E qui non è da passarsi sotto silentio un argomento cos-picuo délia giustizia e délia prudenza dell’ Ecc. Senato, ilquale a suoi ministri severamente inibendo simili arbitri e pro-cedure, si prese ad osservare in certo modo il primo quellaLegge, che dagli altri pure voleva reciprocamente osservata,giacchè li privileggi del Ministro sono considerati corne delPrincipe che rappresenta.
Le risposte che s’ebbero dalle Corti tutte furono conformi aldesiderio pubblico et alla ragione, anzi è da osservarsi, che