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PISTRINO PRELO* OVERO
STRETTOIO TTl^FUR IL VI HO-
jpSjS-J come ko detto altre vo Ite,s sbrìcan» de' Pi strinipersr il'uinoje fay r j c lj e <)/ qualijlpossono 'veder in molti luoghi,percheso no fate anticamente in vso. Diro duncjue vna■cosa, deg n a d'auertenz&Jacjuale l // basamento di dettaima,c ^ m ti,onero come incerti luochisdice secamelo,lauora-t°>W fabricato di pietre macigne riquadrate ,ò d'altra sorte di pietre dure deputiti no n solamente fruiranno per far il'vino più puro, &netto,quando saranno le commisure loro bene aggiustate, (ss bene fincate di materiache non fi liquefacela dal 'vino,ma renderanno la sbrici più scura,mas-simamente le due traui din antivengono la teda dellaputica,chiamate in a.lr%ni luoghi Gioe,ò traue lungo,abbasserò,perciocbe mentre quella 'viene calcata colpeso eh'è dall'altro capo,le trauipotrebbono 'venir di sopra.se non fosse il pesò delle pietre della baf,& a nco /’ eser concatenate ìnseme sotto terra. Que so ba-samento dunque di tal materia dourebbe esser fatto in tutte le sortì di Pisrìntper far il vino,& anco in quelli per far doglio. Ma la traue lunga, che va peltraners,chiamata pertica,nella quale consse tutta P operaiion della machinaè bilicata nel metodo guisa di bilancia,da vn capo della quale vi è la vite tira,a basso la pertica cclpeso granismo che va già nel posso, (ss s alfa ancora fe-condo ilbisoguo,cioè quando hanno premute le graspe, ss) trattone il vino per ilcanale giù baso nella mesa. Le traue,chespengono coti chiauarolo la pertica %che alcuni le dimandano maesre , non accade che sfacciano andar molto fottiiterra,scarne occorre nelle traui dinanzj,perche quese vengono calcate,&spinte,nonsolamente de Ila grane zssa della materiade Isolamento,ma anco da Ila possanzja della pietra, eh' è dall'vn de' capi dalla vite, cioè dal)' inferiore,che va, abasso. I cuneijche altri dicono chiauarolisono quei legni quadrati,ches metto-no ne i buchi quadrati delle traiti in pie dì sotto la pertica,ma i detti buchi voglioe ser circondati di sopra,(ss di sito da lame di serro inchiodate, accioche men-tre calcano rouesciandos le chiatti,non sceserofender le traui. . Se vorremoduuque quefla machina di Pisrino,inseme dellaseguente, (neHa quale fi di-chiarerà alcune cose più particolari,che non si dice qumi)applicare alla sua t 0-tica,trouaremo esser compatta della bilancia , (ss della vite, perocché nel pri-mo modo la pertica viene ad esjìr bilancia . £t i cunei mesi ne' buchi ddle_,zsttîaesre, faranno il centro, (ss lo sparto di essa bilancia ; quanto dunquedetta pertica fra più lontana dal centro , tanto più facilmente spremerannole materie polloni , (some pare che volesse anco intender Plinio, de -
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