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Delle misure d'ogni genere antiche, e moderne : con note letterarie, e fisico-matematiche, a giovamento di qualunque architetto; trattato / di Girolamo Francesco Cristiani
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Delie Misure Itinerarie Antiche , e Moderne 49

scabre , ed inaceffibili rupi (105). Ogni Fiume , o Tor-rente , che per 1 ' addietro sdegnoso , alcun Fonte nonaveste voluto soffrire (106) , fu costretto da si valor olà.Potenza a sopportarlo . Le Paludi le più profonde , gliStagni più vasti furono ricolmati (107) , e sforzati a o-stenere sorrisomi argini nel loro seno (108), mediante 1qua-li prolungavan!! le Strade, che prima da essi stagni eranosturbate , e interrotte. Introdottali, nel borire la RomamaGrandezza, anco la Navigazione (109), fegnalossi isteffâ.-

G

Maesia,e laVetulania in Toscana, la Val-cinense nel Lazio , la Hamia , e la Alisi«ella Terra di Lavoro , e la Marica nelRegno di Napoli .

(a) Grand DiBion. Geograpb. ÌF'C. cir.alla n. 18. Tom. IV. pag. 102.

(b) Te nemus ^Angitice vitrece, te Fucinitilinde, te liquidi flevere Incus. sEneìde Lib.Vil. v. 7 £9.

(105) Appio ebbe a combattere controuna rupe poco lungi da Terracina . Ecco-vi la descrizione di Cipriano Eicovio (a).Appia Vìa filici strafa , viatorem âetinet stru-ttura Jha exìmia , ipn confideratione aliqua-rum antiquarum: atque in primi s ,ubi inpla-num, is» reBum seaptris ferreis ad littus inTerracìnenfi promontorio excijd efl ex durifi-fi/na caute .

(a) In dcTicìh Italici .

(iv6) Essendo i Ponti le parti principali,e le più necessarie delle strade , chiamolliper ciò il celebre Architetto Alberti Vo-tijfimam Vici partem. Si può dire , che lefabbriche de Ponti piacquero tanto aliiRomani , che niuna Nazione ne ha co-strutti più di loro. Caio Gracco , di cuiavremo a parlare al N. 66. sembra cheabbia seminato di Ponti tutta lItalia. Plu-tarco scrivendo la di lui Vita gliene attri-buisce almeno i a maggior parte . Trajano,oltre il portentofiffimo di luijPonte ìst ftilDanubio , lungo zso Pertiche, o CavezziBresciani CN. 46.I, molti, e molti creisene,continuando la costruzione della Via Ap-pia sn. 107),i quali Diane al Lib.LXVIII.

melo-dice che erano aiatavìglìosissimi . Agrippaavendo formate le strade delle Gallie , lenobilitò pure denecestàrj Ponti. Tra que-sti avvi il Ponte di Gard tra Avignone, eNìmes , fatto con tre ordini , il più bastòde quali era di lunghezza Cavezzi 50. cir-ca Bresciani , di cui parlando staccia Pan-tano , assermò Opus longi elaboratijstmum ;4y cui ambtgas an ullum aliud , non dicoGallia , fid Italia par ìpfa babeat (a) .

(a) Bitter. Germ. Gallile , Bai. pag. 45,.

(107) Trajano ha per ben sedeci Migliacostretto la Palude Ponzia a soffrir il caricod una militare strada , cui nel di lei pro-fondo seno eresse con incredibile spesa , emagnificenza, ricongiungendola ali' Appia,sollevando così i passaggieri d' attraversarla detta Palude per raccorciar il cammi-no , che da Terracina per essa a Roma fa-cevasi , come Orazio di simil viaggio nel-la sua quarta Satira ci ha dato un gra-zioso , e lepido racconto .

(108) Stazio fa menzione dellOpere ditali argini nei seguenti versi (a) .

Hic primus labor inchoare fiulcosUt rescindere limites : ipn altaEgeftu penitus cavare terrai .

Mox baustas aliter replere fosti »,

Et fummo grismium parare dorso iIste nutent fola , ne maligna sedeiEt prestis dubium cubile faxìs .

sa) Lib. IV. Silvar. in Via Domit,

(109) Avanti la distruzione di Cartagt-ne , non cura vanii troppo i Romani dellaMarineria. Disfatta che essa fu, si estese-