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Tomo I.
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ti Gì’ I n s e “r f i.

Cav. Eravi da una parte un ago di pecchia,incollato sovra un pezzetto di carta ; e dall’al-tra un ago da cucire, tanto minuto, che ama-1 a pena li potea maneggiare •

Prior. Di quell’ago di pecchia, che ve neparve ?

Ca. Era da un capo ali'altro cotanto liscio,che più non poteva essere ; e la punta si stenta-va a discernere.

Prior. Ciò non ostante, ostérvatè adesso unacosa, di cui allora non vi feci alcun motto : av-vertite, che dentro a quell' ago v' è un picco!forame, per cui la pecchia scocca due frecce,lequalisono d’una sottigliezza indicibile, enon per tanto fortissime, ed attivissime : dimodo che, quel che avete veduto * e che ordì- ,nanamente li vede spuntar dal corpo dell’ ape *non è mica sago, ma bensì l’astuccio deil’ago,ovvero una sorta di succhiello da carpentieri,

( a ) Il ( a ).atto a preparare l’ingreslò a’due dardi, perllicchiel- farli penetrare più a dentro. E dell'ago da cu-lo dacar- ciré che ve ne parve ?

perttierx Cav. Égli mi parve spuntato, pien di ber-pdnci- 3 coccoli, e simile ad una verga di ferro uscita 1p iar a dalla fucina d’un magnano. | 1

bucare il Prior. Il paragone va a pelo. Or fate conto, I 1legno, che in tutte l’altre cose accada lo stesso. Nelle

manifatture dell’ uomo non troverete, che i '(b)Wil- scabrosità , che screpoli, che rozzezza : ( b ) ! |

Jans re -in tutte si scopre la limitazione del di lui corto ' ilìbici" blenio, e la materialità degli stromenti, che | 1' ' adoperain tutte si vede suso della falce , e :della cazzuola: in tutte finalmente si ravvisa 1

un artigiano inespèrto , che non conosce nò !

meno i materiali , di cui si serve . Laddove j

nesso- '