Dialogo Primo.
locarvi, ed allevarvi i suoi parti. Che se poise ne trovano alcuni, che campano quivi la lorovita, non è da maravigliarsi, se si vedon po-sarle sue uova sur un corpo vicino a corrom-persi, come non reca stupore il veder una ma-dre di famiglia in compagnia de’suoi figliuolicolla falce alla mano in mezzo a un campo dibiade, allor che sono mature.
Cav. Mi par di ri trovare al presente ne’ mo-ti de’piccoli anîmaleti più ordine, e più di-segno , che prima non ritrovava.
Prior. A misura , che andremo scendendoal particolare ( non ostante la portentosa di-versità delle loro generazioni, e maniere dinascere, e di sussistere ) ravviserete per tuttoriflessa sapienza, che ha inspirato in ciascunamadre un’amorosa sollecitudine per la suafi-gliuolanza, ed ha, per dir così, lavorato suruna medesima pianta, richiamando tutte lespezie ad uno stesso principio, cioèa dire allagenerazione effettuata per mezzo dell’uova, overamente per via decènti, da lei collocati inciaschedunadi effe.
Cont. Vediamo ora ciò, che contienfi neh*uovo. Quando la femmina, da cui proviene,non è stata coperta dal maschio, non vi (i tro-vano genero, se non sughi sterili, i quali siseccano, ed isvaporano in breve tempo . Ilmaschio è quegli, che seconda l’uovo, ed al-lora, oltre alia sostanza dilicata, che sta rac-chiusa entro '1 guscio, visi ritrova un piccolfeto, per cui formare, e render somigliantealla madre non vi voleva di meno deli’onnipp-tente manodi Dio. In virtù d’una legge, cheogni umana capacitade trascende, questo fetoB 4 co-
L’uovo.