Dialogo Secondo. 35
talmente se si rimirino da vicino * Ma molti ? BRtJ'*brachi hanno un fondo di colore particolare, CHI *in tutto limile a quei delle foglie , di cui si pa-scono, o de’ ramoscelli, su cui si piantano,allorché voglion mutare la pelle. Il bruco ; chealberga sulla spinaiba, è giullo verde come laspina!ha ; e quel che vive sul sambuco è del co-lor del sambuco. Voi ne vedrete di molti su’meli, e su’bossi d’un certo colore olivastro,cons è il legname di queste piante. Venutositempo del mutarsi , hanno un’avvercenza par-ticolare d’abbandonarle foglie, e di ritirarsisagacemente lunghesso le rame. In cotal guisaVengon confusi col ramoscello, ché li sostie-ne, son meno osservati, e si sottraggono pertutto ’l tempo dèi lor lungo sonno a gli uccelli,che li ricercano.
Cav. Ma, Signore, a che serve, che la na-tura abbia dato agli uccelli ’l becco per abboc-car la lor preda, se questa preda ha cento astu-zie per ischermi rsene î
Contej.i II Signor Priore non vi ravvisa peravventura una qualche contraddizione ?
Prior. E' vero, che questa spezie di contrad-dizione ci li presenta dinanzi in una manierasensibile, ed è ancor vero, che la medesimaregna in tutta quanta la natura/ ma ella è pu-re Un effètto d’una sapienza, che non men chia-ra,e patente si vede. Questa apparente contrad-dizione è quella , che tiene in moto, ed inesercizio tutta la natura. Ciascuno animale staaffaccendato per offendere , e per difendersi .-la naturagli ha premuniti a un per uno d’armioffensive , e difensive . Per questo mezzo siprocacciano il proprio vitto, e nonpertanto