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Tomo I.
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Dialogo Secondo, 46

Gonies. Da me non sasperta niente; e perquesto nessun mi domanda di niente. Vope- far vedere, che so esser buona a qualche co- ancor io. Permettetemi , eh io mandi aprendere nel mio gabinetto un cassettino , ilquale farà qui in fece mia undìlettevol ragio-namento . Almeno i vostri occhi vi troverannoil lor pascolo. Sentiamo incanto la sepolturade bruchi ;

Cont. Versol fin della state, talora ancheprima, i bruchi, trovandosi ben ristucchi diverzura, ed avendo di già mutata più volte lapelle , cessano di mangiare, e si pongono afabbricar un ritiro , per lasciarvi la vita,' ostalesser di bruchi, e per dar luogo alla nascitadella farfalla, che in contengono, Ad al-cuni vi vogliono pochi giorni, per. passare auna nuova vita; altri poi stanno demesi, edanche degli anni interi nella lor tomba .Venefono di quelli, che dopo esser benfazj simbu-canoalquanto sotterra. Colà si divincolano,'est straccian di dosso la pelle, la quale, in uncolla testa, colle zampe, e colle inìteriora sag^grinza, esincrefpa, come una carta pecorasecca, Tutto il lor corpo.diventa una piccolafava, ovvero una spezie dastuccio di color bru-no, e di figura ovale, che va a terminare ver-so la parte più acuta in varj anelli movibili, îquali tanto più vanno impiccolendo, quantopiù saccostano verso la puntai In questa cri-salide sta racchiuso lembrione della farfalla,-insieme con certi liquori proporzionati a nu-trirla, e perfezionarla. Quando ella è com-piutamente formata, ed allorché laria dolceîinvita a sprigionarsi, rompe il suo astuccio

dalla

I BRU-CHI.

Le tombede Bru-chi: