LE FARFALLE.
(a) Leeu-
wenhoek
arcan.
nat.tom,
8. Epist.
146.
54 e. I* I N S E T T r.
'produce delle speciali; e tutte quante hanno'la sua forma particolare, e differente 1’unadall’altra. Non vene hanè men una , la qualnon faccia il suo spicco, dove l’occhio la pa-ragoni con la seguente; e la più parte a rimi-rarle sparti tornen te, e senza il confronto dell’altre , rallegrano co’ passaggi de’ lor coloriquando fieri, e quando, dolci, ora chiari, eora scuri, la vista. Una cosa però oltre misu-.ra stupenda si è la bellezza delle più grandi :dove sembra, che la natura si sia presa {pasto di.mettere in mostra, e d’intrecciare con artequanto ella possiede di più vezzoso. V oi tro-verete sull’ale di coteste il lustro , e il cangian-te della madreperla, gli occhi della coda delpavone , i serpeggiamenti delle guarnizionidiserà, i cannoni, le frange delle mantiglie,,li falbalà, il chiaroscuro de’ punti ungheri, efinalmente de’magnifici merli attorno attorno,a ogni lembo. Qualora m’occorre di dover fa-re qualche assortimento di masserizie , o divesti, qua mi porto a consulta . Signor Cava-liere, soddisfatevi pure con libertà : solamen-te vi prego a non maneggiar colle dira questefarfalle; conciostìachè verreste a staccar lorole piume.
Cav. Che piume ? Signora, non credo giàche dal còrpo delle farfalle si possa levar altro,che della polvere. Quantunque volte ne hoprese in mano, mi son trovato colle dita piened'una minuta farina dello stesso colore dellafarfalla.
Contes ( a ) Cotesta farina , come m’ hanfatto vedere questi signori, è un complesso dipiccole piume, che hanno da una parte il suo
gara-