o.
.a
a
i-.
i-ir
lie
Ur.
i :di,teo-,
li-
ci
ni
- >.e
io.
a-,
di
•a*.
ri-
de
ro
,ià
Ox
no
ne
,la
Dialogo Secondo. 55
gambo, 0cannello, edall’altrailsuopennac-j^^ciò rotondo, e adorno di frange. Il pennac- Achio dell’une cuopre il gambo dell' altre. Stan-no attaccate con perfettissima simmetria , co-me quelle degli uccelli; e quando per avven-tura vengono loro staccate quelle dell’ale, nonvi resta se non una pelle sottile, e trasparente,ovest scorgon benissimo le cellette, o pertu-gi, in cui era incastrato il gambo, o cannellodi ciascuna piuma. Maper meglio chiarirvi,mirate l'ultima tavoletta, dove sono sparse, edattaccate sur un suolo di colla molte di dettepolveri, tolte da farfalle d’ogni generazione.
Cont. Signor Cavaliere, eccovi una lente;ella valuterà a convertir queste polveri in tan-te piume.
Cav. Quanto questa dama diceva, è verissi-mo : non vi ravviso nè meno un granello dipolvere; ma bensì delle vaghe piume, i cuicolori colla lor varietà , e vivezza innamo-rano.
Comes.. Signore, giacché le mie ciance nonvi fono discare, domane vs conterò la storiade’miei filugelli. Provereste un sommo pia-cere , a veder questi operaj in faccende , spe-lialmente allorché forman la seta. La loro sta-gione , per nostra disavventura , è passata.
Bisogna venire a visitarli un altr'anno, e farnegrazia di dimorare con esso noi, in vece d'unmese, almen tre »
Jst
di
10
Fine del Dialogo secondo >
D 4
I FI-