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Dialogo Quarto. 8i
a renderlo sempre curioso : conciossiachè la IRAGNrcuriosità è una passione attivissima, ed inca-pace di star oziosa. Spuntato un tal pasto, tut-to ’l resto riesce facile, e dilettoso. Ho centovolte osservato , che i vostri discorsi, le vostrecondiscendenze , ed i vostri medesimi sguardinon tendevano ad altro, che a stuzzicare la cu-riosità del giovane alunno. Era una cosa assaivaga, il vedere alcune volte sulla riviera d’unfiume il curato , ed il suo piccolo popolanostrapparsi scambievolmente dalle mani le pia-strelle più lisce , ed ammassarne ciascun la suaparte,facendole a gara saltellare a fior d’acqua;epoi trovandosi stracchi di così fatto esercizio,mettersi a disputare della caduta de’ gravi ; dellivello dell’ acqua ; delle linee, eh' essi chia-mavano ( se pur non erro ) d’incidenza, e dkriflessione; della pressione deil’aria, e di cen-to altre cose, che ora non mi sovvengono. Ul-timato questo dialogo, al primo piano arenoso,che si parava loro dinanzi, eccoli a metter inopera le canne d’india . Si disegnava la le tra-salita , l’Italia,la Francia, es’arrivava perfi-noall* Indie, ed al Canadà Mancava per av-ventura l’arena. 3 Si da va di mano alle pietre,alle foglie, od a'pomi, per disegnarvi sopraleprovincie, le città, o le montagne . Ognigiorno scappava suora, qualche invenzione dinuovo. Non vi so dir, con che aria, e conche festa il mio figliuolo tornava a casa, e simetteva a rifar queste operazioni dinanzi ame. Tutta la lezione, che aveva intesa, glirestava si ben impressa, e digerita nella men-te, che quanto avea imparato giuocando ,tor-nava come di rimbalzo addosso di me in unTom.I. F per-