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Tomo I.
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104
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VE-SPE.

104 Gl Insetti.

poste a livello in uno stesso piano, son coperteda un terrazzo , o tetto comune , perfetta-mente spianato, il quale è fatto dun saldissi-mo calcestruzzo, ed è liscio, come il pavi-mento duna camera ammattonata. Gli abi-tanti van passeggiando su questo tetto fra i pila-stri , che sostengono un altra volta, e un altropiano di case. Vi sono persino a undici porti-ci , o volte tutte compagne, ove fi vede unabellissima simmetria ,e un giudizioso disegno.Lunico difetto , che si ravvisi in quest' opera,è loscurità. Non vi ho veduto alcun vestigiodi fanale, di lanterna .

Cav. Questa è una foggia dubitazione benpellegrina.

Prior. Crederete, Signor Cavaliere, eh' iovi parli di qualche Città fabbricata innanzi aldiluvio, e rimala accidentalmente sotterra.

Cav. Non so, che mi dire.

Prior. La cosa ha molto più del mirabile <Questa Città è stata edificata da uno sciame divespe.

Cav. E bene? Non v è altro, che questo ?

Prior. Vi par poco ? Se questa Città fosseuna manifattura formata da uomini, non visarebbe motivo di farsene maraviglia. Maquesto è il prodigio, che una gran volta, cheportici, che colonne, e finalmente, che unintera Città sia una manifattura di vespe.

Cav. Or via, vediamolo, vediamolo que-sto nidio di vespe.

Prior, Eccolo dentro la pergola. Mi sonfigurato, che un così fatto spettacolo fosse perdarvi maggior piacere duna seria dissertazionesopra glinsetti. Lho conservato quasi intatto,

se