fi-
n-
ta
ta
to
on
re
lei
le-
■o-
:iò
:sl
iti
di
o;
:re
na
(fe-
di
ire
io-
e.
(se
oo-
ni*
ba-
rn-
?*•
di
à ,lo-
Dialogò Sesto. 141
rosavi in una maniera diversa dalle medesimevespe: poiché, laddove quei delle vespe sonoscempi , o composti di due file di case , chevengono a combaciarsi ne’fóndi; questi stan-no sospesi a perpendicolo con un tramezzo fral’unoj el’altro, non tanto stretto , che Tapinon possano avervi il passaggio, nè tanto lar-go, che non vi lì possa conservare il calore,che lor bisogna.
Cavt Ma, Signore, stili'introito di tuttequeste cellette ravviso una soglia, che rendela porta più stretta, che effe non sono ; laddo-ve nelle camere delle vespe tanto è largo l'in-gresso, quanto le camere istesse.
Cont. E questa si è una precauzione di più.Imperciocché, siccome Tapi campan da sei, osette anni, e ancor davvantaggio ; laddove levespe appena arrivano ali'anno-• ( e qui èda ammirarsi la Provvidenza , mai sempredegna de' nostri ristesti : ) cosi l’api forti-fican P ingresso delle lor celle con questasoglia ; la quale unita ali’ altre delle cellecontigue , forma un composto tanto difficile arovinare, che la lor fabbrica fi mantiene inpiedi per molti anni » ad onta degli strofina-menti, delle pastàte , e ripassate, e degli urticontinui, che vi danno le madri , nelPandarvia figliale , l’operaie nel deporvi la cera o 1 me-le, e le ninfe, che cangiandosi in api, s'agita-na, e si dibattono fieramente per distrigarsi,.
Trior. Avviene di queste celle tutto il con-trario di quel, che sia delle nostre . Questenell’invecchiarsi rovinano, e quelle quantopiù invecchiano ( almen (ino a un certo tem-po) acquistano più fermezza.
Cav.
£B fisi