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La zatt-zaraani-male an-fibio.
La zan-zara ani-male ae-reo.
L’ali del-la zanzara.
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dal dente de’pesci; ma non già dalle morsede’granchi, ode’gamberi.
Questo vermetto cangia poi forma •• acqui-sta un capo grosso, ed una coda pelosa , ed un-tuosa , che gli serve comedi sughero per reg-gersi agalla, e trasferirli qua, e là, ora coliatesta levata in aria , ed ora colla medesimatuffata in acqua, restando sempre la coda sul- :la superficie. Se folio, onde questa è inzup-pata, s’asciuga, Inanimale sputa per bocca unumorcrasso , ed oliofo, e spandendoselo perla coda, si rimette in iliaco di nuotare, e tra-sportarli dovunque vuole, senza che facquagliela bagni, o come che sia la danneggi.
La zanzara in questo secondo stato d’anfibioè veramente nella sua forma di ninfa, per in-di far passaggio ad una condizione di vita affat-to affatto diversa . Non va guari di tempo, .eh’ ella si spoglia della seconda sua pelle , eperde gli occhi, le corna, e la coda. Ed ec-coti, che dalle reliquie dell’animale anfibio jrisorge , e spicca il volo un animaletto ala-to , le di cui membra sono agili , e snelle,quanto mai dir si possa. La sua testa è guer-nita d’ un tremolante penacchio , e tuttoquanto il suo corpo è ricoperto di scaglie,e di peli, che lo riparan dall’umido, e dal-la polvere. Si stropiccia intorno al corpo leali , e facendole ripercotere su due vasi cu- ;pi, ch’ei tiene a’fianchi, forma con effe un] susurro . La dilicatezza delle minutiffime" piume, che formano come un falbalà, 0 unafrangia al lembo delle sue ali, è una cosa ve-ramente degna d’ammirazione.
Ma il più pregevole della zanzara fi è la j