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Biaiogo Otîavó. 185sua tromba . Si può dire , che questo lieve LEà>-strumento sia un de’miracoli più portento- SCHE *si della natura. ( a ) Ella è cotanto mima- f ,at j°ì n 'ta, che gli ottimi microscopi a mala pena ba " ellace ne dilcoprono 1 estremità . Ciò, che a ( a )Leeu-primo aspetto si vede , non è altro , che un ^enhoéklungo astuccio scaglioso , che sta attaccato Arcan,alla gargozza della medesima. Verso la ter- nat. Ex-zerìa dèli’astuccio fi trova nn forame, per psrîm-âcui ella vibra quattro spade, e poi le riti-ra dentro il. suo fodero. Fra queste quattro 'spade, ve n'ha una', che, con tutta la sua Le lân-acutezza, e somma attività, serve pure di ceste dei*nuovo astuccio alle altre tre, le quali stan 1»raiira-coricate , ed incastrate quivi entro in una ta *lunga si stura , che v’ è. Le ultime tre sonfatte a costole a guisa degli stiletti. Songuer-nite altresì verso la cima (che alquanto in-curvata, e sottile oltre modo) di certe bar-boline acutissime , o denti ben affilati, cheforano a più non posso. Allorché tutte que-ste spade s’ insinuano dentro le carni deglianimali, e lavorano di concerto * spuntandoorsi l’una dopo l’alcra, ed ora tutte quanted’accordoj e in varie maniere, è giocoforza,che il sangue, o la linfa delle parti contiguetrabocchi da' vasi , e cagioni un tumore nellapiaga, la cui picciola apertura si rammargi-na mercé la compressione dell’ aria esteriore.
Siccome la zanzara tasta, e assapora collapunta della guaina, che-pur le serve di lin-gua, le frutta, le carni, ed i sughi, che piùle piacciono, così abbattendosi ad un liquordi suo genio, lo succia, senza adoperare le suespade; ma se s’incontra in una pelle dimetta, le
sfo-