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Tomo I.
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Dialogo Ottavo. 20 T

vivefe. Non già, che questi animali vivan disabbia; ma la sabbia loro il modo di trova-re il suo vitto. Forman tantosto un piccolo tra-bocchetto ben compassato, e diventano in unistante cacciatori) e geometri. Ma laltrogrillo, chesaggira lungo gli stagni, sacco-scia colle parti diretane nell acqua * e vi deponle sue uova. Il feto, che poi ne nasce, viveper qualche tempo nell acqua : si trasformasucceflìvamente in crisalide , ed in fine vienead abitar su la terra. Ma non ho ancora tantenotizie, che bastino, per additarvi la di luimaniera di vivere , la sua mirabil trasmigra-zione, e la diversità delle spezie.

Contes. Vi consiglio a far tuttavia dello stu-dio sopra cotesta nuova storia : che se è curiosacome quella del mirmicoleone, non può nondilettare oltre modo : ed io vi ringrazio a no-me di tutti del amenissimo tema, cui presce-glieste, per divertirci.

Cav. Madama, cotesto complimento sa-spetta al Signor Priore . Tutto ciò, chiovdetto, è farina del suo molino.

Contes. E'giusto, ehio adempia il mio de-bito, come gli altri. Ma la materia, che hoda trattare, frastornerebbe il consueto passeg-gio del Signor Cavaliere. Fatemi credito sina domane . Ea nuova sessione si terrà ( se nonvèdincomodo) nel mio gabinetto.

Fine del Dialogo ottavo.

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LE

I GRIL-LI.