Band 
Tomo duodecimo.
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C t i £ a Naturò.

J!t éonfra P altro, che con assai grandi sforzi si L’Aitàd-dura fatica a distaccarli. La medesima con- CI4M «}'o1C giunzione , o almeno un principio d unione M0 .

Iet ® si ravvisa in due marmi lisci, o tra due Ja-k vagne giacenti o’bbliquamente, facendole fcor-•' rere l’uìia sopra l’altra, dimodoché non v’en-^ tri quasi alcun’ aria. Quella foglia di stagno,

P ( ' sulla quale s’ è fatto scorrere orizzontalmenteM ‘ un vetro di specchio, non si tiene sì forte-on mente attaccata al vetro che per un’ effettoltt() della pressione universale , che si manifestaè sempre per la stretta unione delle superficie li-™ se e, tra le quali l’acqua, o Paria non entra;

F punto. Qui Pargent* vivo, la di cui fogliadi stagnò era bagnata, ha efficacemente chiu-'*■ so il passo ali’aria, uscendone d’ogni parte'fr verso gli orli del vetro orizzontalmente fattoP ,u scorrere sullo stagno.

'jto L’azione de’ liquidi, che e 1 è sì contraria:ilî in certi casi, è dunque per noi d’ un soccorsotl[ ‘ infinito, quando n’osserviamo il progresso, eP lr sappiamo rivolgerlo al nostro profitto, ta sìc-® cita, o’I fuoco, in un certo grado, spinge,e dissipa P acqua senza violenza . Questa , nello> e svaporarsi, porta via seco una gran quantitàf diaria, di cui eli’ è quasi sempre ingombra,e eh’essa contiene, come una 1 massa di vetroac ' liquido contiene, ed attornia Paria dilatata,

011 di’il vetrajo v’insinua col suo fiato. L’acqua' ll si dissipa a proporzióne della quantità di suo-'s*' co che la penetra, e che dilata P aria, chea ciascuna bolla d’ acqua può avere assorbita,dimodoché quest'aria essendo piò'dilatata cheli - Pestrinseca, è una conseguenza necessaria chem le bolle d’aria, e d’acqua si lancino, poi'si

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