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Tomo duodecimo.
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22 Lo SîETT A c-6 î. o

j.'AtK>e» dispergano secondo il grado di calore, che legiamejìto scalza , Seffe contengono men materia, chenon ne contiene L 3NL elterna, di cui occu-pano il posto, debbono som votare, innalzar-si, e fermarsi infine in quel letto dellatmosfe-ra, dove si troveranno in equilibrio coi corpiambienti. Il diseccamento tra due superficiecagiona una pressione pili libera; ed in ciòprobabilmente consiste la minore, o nsaggiordurezza, la più, o men forte unione delle su-perficie .

Tali sono gli Agenti, che saffaticano se-gretamente, e possentemente per noi. Questazione è occulta . I Fijosofi la veggono al-quanto senza comprenderne la prima cagio-ne. Gli artefici ne veggono leffetto, e ciòbasta per regolarli. Cè impossibile 1 attrarrelaria, eh è tra due pietre, o tra una mol-titudine di grani darena, per unirne più stret-tamente le superficie sotto lo sforzo della gra-vitazione, il qualè sempre ritardato dallosta-colo dellaria sparsa qua, e neglinterstizi.Noi. ricorriamo adun espediente. Gettiamotra le pietre una distesa di calcina, che pro-duce un doppio effetto, cioè il facilitare colceder suo 1 esatta posizion della pietra, che fivuol collocare, e poscia il tenere tra le pietreuna moltitudine innumerabile di piccole super-ficie immediatamente applicate luna sull al-tra per la partenza dell umidità della calcina ,che la siccità, oil fuoco ne fa uscire. Lecces-siva sottigliezza di queste particelle non cagio-na alle materie congiunte alcun abbassamentosensibile.

V è ancora un* altra sperienza conosciutisi. lima

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