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Tomo duodecimo.
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50 Lo Spettacolo

ìe Arti, del luminare, che basta alla maggior parte de*ch’istrui- Popoli. Eglino adunavano altre volte , e le-Uomo. gavano insieme de’ minuzzoli di legno copertodi ragia. Ma la densezza del fumo, e la pron-tezza del consumo hanno fatto sostituire quasi 'dappertutto 1’ uso delle lucerne a quello de’ fa-nali. L’olio è restato in pestello di rischiararele lunghe notti, e d’abbellire le feste con gran-di illuminazioni.

V °i>ò 11 più perfetto olio è quello, che si trae daì-0lva * lo spremere i frutti dell’ulivo. Sene riduconoi preparativi al lavoro della mola, sotto cui srstritolano le olive ali’entrar del verno, a quel-lo del torchio , che ne spreme Folio puro , ead alquante cautele di governo. V’invio, Si-gnore, la figura del torchio tal, quale mi fumandata di Provenza.

TAVOLA SETTIMA.

Il Torchio da olio.

r a, A. I Saglienti.

b II buco, in cui entra la vite girando.c La vite.d La mammella.e La sbarra.

/ L’arnese , su cui agisce lo sforzo dellavite.

g II pezzo di legno cubico .h II legno rotondo, che si mette sotto quello.i, i Molti Sacchetti fatti d’un giunco ,che si porta da Alleante in Marsiglia , condue aperture. S’ammacca questo giunco sott’una macina, per farne delle funi, e de’tessuti.

Uno

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