Band 
Tomo duodecimo.
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Lo Spettacolo

i. r arti, è inutile pel maneggio de’ piccioli, e si riiri-ch’istrui- piazza con quattro pugnelli di legno, che so-Uomo. 1 no ne’ quattr’angoli della pietra, di cui la ta-vola annessa è caricata. Lo sgrossato de’gran-di, e de’ piccioli s’avanza, e si perfeziona colsoccorso dell’acqua , e delia sabbia, che si ver-sano fra i due vetri. Basta da principio un’as-sai grossa arena : s’ adopra poscia più fina , equesta finezza va crescendo per gradi.

31 Pulito. Da questa lavorerìa i Vetri da Specchio van-no a quella del Pulito, che finisce d’abbatter-vi le più picciole disuguaglianze. Per dar loroquesta perfezione, che si chiama anche il lu-stro, si servono della pietra di triposi, e diquella di smeriglio perfettamente polverizzate.Lo strumento di questo lavoro è una tavolaguarnita d’ un pezzo di feltro, ed attraversa-ta da un rotoletto, che colle sue estremità viforma un doppio manico , per farla andareavanti, e indietro, e per ogni verso. Il la-vorante la tien soggetta ali’ estrema parte d’ ungrand’arco di legno, che fa molla , ed age-vola l’azione delle braccia , riconducendo sem-pre la tavola mobile verso il medesimo punto.

I vetri da specchio son’allora in issato di ser-vire alle carrozze, o di rischiarare i Tempj,e i Palazzi sotto la guardia d’un fil d’ottone,che gli preserva dalla gragnuola, e dagP insul-ti esterni . Quelli , di cui si vuol fare degliSpecchi, son messi allo stagno.

Per qual Segreto magico gli artefici trarran-no eglino da una lastra di sabbie fievolmenteconnesse queste grandi, e magnifiche pitture,eh’incantano ugualmente tutte le Nazioni, eche fanno sugli occhi dei più ignoranti certe

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