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Tomo duodecimo.
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ioo Lo Spettacolo

Csjjt:- c °i loro annunzj : ma quando ci hanno fattonuaziome ben' intendere ciò, eh’avevano da dirci , siProfes- vorrebbe che >' annunzio avesse una fine . Sisioni is-sente pur con piacere il preludio, che prepa-truttive. ra i> 0 recc [jj o a ] Canto, eh’ è per seguitare, oil suono frammezzato, che ristorando le Vociforma un dilettevo! legame tra due Canti, in-vece di romperne la continuazione con un lun-go silenzio. I suoni ancora, che prolunganoalquanto 1’espressione della parola, o del can-to eh’ha preceduto, son’altresì ben ricevuti .Ma v’ è una spezie d’ assurdità , e un tedioinevitabile in una lunga serie di suoni, cheper sè stessi non fono significativi, o che ces-sano d'esser tali dopo d’averci sufficientemen-te avvertiti.

Cosx’l Musico, che non volle pili far senti-re che suoni inanimati, o che credè di poterfar di meno lungo tsmpo della Musica voca-le, provò quanto sia malagevole l’attaccarciquando alcun pensiere non ci arresta . Nonavendo egli ne 1’ assuefazione , nè la volontàd’occupar lo spirito, raddoppiò i suoi sforzi dallaparte dell’ orecchio . S’industriò d’incantarlocolla moltitudine degli ornamenti : e comecredè di non avere Nemico pisi formidabileeh’il sopore, o la noja, impiegò tutta la suaindustria a tener sempre svegliata 1’ orecchia aforza di tremoJamenti, e di scosse. Moltipli-. cò nella Musica strumentale le varietà, chesi mostrano con discrezione nel bel canto , emise insieme le velocità e le lentezze , ilgran fracasso e i Silenzi, poi una lunga filadì scoppiamenti, di salti snelli, di trasporti,e di fughe.

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