izz Lo Spettacolo
Conti- Bali’ incanto della Musica passiamo a queî-sniAzioNE Io della Pittura , non già per discuterne tProfes- principi , che fono stati tante volte, e sì dot-sioni is- tamente esaminati ,* ma per conoscere la vera|f ^ destinazione del piacere, eh’ella ci cagiona,ra. Nella sua origine eli’è una Scrittura, una
îestlnazio- maniera comoda di far’intendere ciò, eh’ène delia assente, o ciò, che non sussiste più. L’ecce-Pittura. £ va Utilità di questo durevol linguaggio, lafacilita d’intenderlo , e’i piacere, che n’èinseparabile, ne hanno infinitamente promos-si i progressi. L’ abuso, che s’è fatto di quest’Arte, come dell’altre, è stato di cercarvi ilpiacere senza 1’ utilità .
Rammentiamoci dell’ importante principiodelia destinazione de’ piaceri. L’intenzione de!Creatore, che ce li concede, si trova sem-pre la medesima nella distribuzione , eh’eglin’ha fatta. Non v’ha piacere, che non ten-da al nostro bene. Non v’ha piacere, chelaragion non debba rifiutare, quassùegli nonopera più questo Lene, e eh’ ella non debbarifiutar con orrore, quando corrompe la ra-gion del Privato, o rovina il bene della So-cietà. Tutto ciò, che lusinga l’odorato , èun’avviso di quanto la bocca dee ricusare, odammettere. Talora quest’è un correttivo at-to a moderare impressioni nauseanti, o no-cive. Il sapore è un’avviso. Il tatto non èeh’un’avviso. E' lo stesso di ciò, che colpi-sce l’udit/», eia vista. I minimi piaceri,quali son ! quelli deli’odorato, ci toccano de-bolmente, perché Putile n’è comunementepicciolo, e Pimpressione non n’è giammaipiù forte, che quando Pavviso, eh’egli dà,
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