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Tomo duodecimo.
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izz Lo Spettacolo

Conti- Bali incanto della Musica passiamo a queî-sniAzioNE Io della Pittura , non già per discuterne tProfes- principi , che fono stati tante volte, e dot-sioni is- tamente esaminati ,* ma per conoscere la vera|f ^ destinazione del piacere, ehella ci cagiona,ra. Nella sua origine eliè una Scrittura, una

îestlnazio- maniera comoda di farintendere ciò, ehène delia assente, o ciò, che non sussiste più. Lecce-Pittura. £ va Utilità di questo durevol linguaggio, lafacilita dintenderlo , ei piacere, che nèinseparabile, ne hanno infinitamente promos-si i progressi. L abuso, che sè fatto di questArte, come dellaltre, è stato di cercarvi ilpiacere senza 1 utilità .

Rammentiamoci dell importante principiodelia destinazione de piaceri. Lintenzione de!Creatore, che ce li concede, si trova sem-pre la medesima nella distribuzione , eheglinha fatta. Non vha piacere, che non ten-da al nostro bene. Non vha piacere, chelaragion non debba rifiutare, quassùegli nonopera più questo Lene, e eh ella non debbarifiutar con orrore, quando corrompe la ra-gion del Privato, o rovina il bene della So-cietà. Tutto ciò, che lusinga lodorato , èunavviso di quanto la bocca dee ricusare, odammettere. Talora questè un correttivo at-to a moderare impressioni nauseanti, o no-cive. Il sapore è unavviso. Il tatto non èehunavviso. E' lo stesso di ciò, che colpi-sce ludit/», eia vista. I minimi piaceri,quali son ! quelli deliodorato, ci toccano de-bolmente, perché Putile nè comunementepicciolo, e Pimpressione non nè giammaipiù forte, che quando Pavviso, ehegli,

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