Band 
Tomo duodecimo.
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Delia Natura. 149

loro lino, e con la lor canapa qualche cosadi così buono, come quello, che facevasi inOriente coi fili cortissimi, e fragilissimi de!guscio della cotonar». Quelli del lino, e del-la canapa parvero ad essi da principio intrat-tabili per P eccesso della Sor lunghezza, e del-la lor durezza . Ma finalmente s accorseroche quanderano stati impiegati in tela, eresi pastosi dal!' uso, si trituravano perfetta-mente . Alla fine se ne fece una carta, chenon la cedeva eh alla pergamena per la for-za, ma che superava tutte laltre in bian-chezza. Scoperta felice! che prolungò la du-revolezza delibri colia bontà della materia;che najutò la moltiplicazione costa, tenuitàdel prezzo ; e che ne facilitò la lettura collopposizione de colori . Dopo il vantaggio ,che ne ridondò sulle Scienze, non trascuria-mo dosservar quello, che ne risultò spezial-mente ali Europa. !. invenzione della cartadi stracci tirò fra noi verso i secoli decimo-terzo, e decimo ouarto, in cui le bibliote-che principiano ac. esserne fornite, questim-portante parte del Commerzio, e non impie- per farne P immenso fornimento ehunamateria di rifiuto, che la sua totale inutilitàfaceva gettar via eolialtre spazzature.

Secondo che la tela è grossa, fina, o mez-zana, lo straccio, che ne proviene, cartadi varj gradi di finezza. Si comincia dal ra-dunare i cenci, quelli ancora, che si getta-no su per le strade. Si pongono nel marcito-ia , e dopo daverli cavati da! tino sufficien-temente macerati nellacqua, si fanno passa-re in un gran Mortajo guarnito duna pia-K 3 slra

SecondaConti-nuazionedell Ar-ti , CHEC* ISTRUI-SCONO .

Medafare îa no-stra Carta.