Band 
Tomo duodecimo.
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161
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fare, nè grazie da aspettare: e noi vorremmo 'Terzapiuttosto sentir suonare l’apertura de’ bagni Conti-pubblki, come s’usava presso i Pagani ( <0 ) beil’-ar-che sentir l’apertura d’una festa destinata a TIISTRUT ‘migliorarci. uve-

In fatti quand’anche il Pastor, che presie-de alle adunanze Cristiane, fosse mutolo co-me un pesce, ì’offizio, eh’egli celebra, è in-telligibile per chi vuole intenderlo; e tuttociò, che quest’ Offizio insinua, tutto ciò, chela voce del Pastore v’aggiunge, è un premu-roso invito a tutt’ i soccorsi scambievoli dellafraternità. Il nome solo della Solennità, chequesta campana annunzia , è un’ ammaestra-mento , un motivo di gratitudine, un mo-dello di Carità. Ciò, che vi si dice, ciò, chevi si pratica, tende ad impegnar la mia Spo-sa ad esser’il mio ajuto in tutte le cose; ilmio figlio, e la mia figlia a darmi nel geniocol lavoro,- e co’buoni costumi; i miei do-mestici, a servirmi con affetto. S’insegna lo-ro ancora, eh’il bene, che faranno senz’af-fetto, sarà per essi in pura perdita ( i. Cor.iz. ), e che l’amore è quello, eh’adempiscela legge. Se tutto ciò, che mi sta dintor-no, può giungere alla pratica della Carità,eh’è l’eterno oggetto di queste Feste, non do-vrò lagnamene, se non quando io stesso saròsregolato, e non potrò piò soffrire ciò , chemi condanna.

Ma non posso risolvermi a fissar la miacondotta per puro interesse. Non basta che leFeste, a cui sono invitato, siano idonee a ren-Tomo XII. L der

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