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tfbza morte del Precursore, di quella di Cristo, n
stati iq tal modo da feste strepitose, ed uni'
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tiistkutt versali , sono indubitabili da una parte, e??VE ‘ dall’altra. -Questa fedeltà costante fra tanti va-ri popoli a rinnovare d’ anno in anno le istessefette fende Zii avvenimenti così sicuri, co-me se fossero d’ieri. La tromba, che non hacessato d’ un' anno a!!'altro da dieci Secoli in !qua d’annunziar l’Egira tra i Maomettani à xArabia, di Persia, e d'Affrica , rammenta adessi tutti il momento di questa fuga. Medesi-mamente tra noi allorché la campana annua- .
zia la solennità* de’ Martiri, l’impressione dev’esser la medesima che se ’1 loro Sangue fosseteste versato. Ma dall’esser certa la fuga d’un urtino inseguito dal Magistrato non ne ri-sulta niente per la Missione, eh’egli s’ascri-ve; e celebrar f Egira è un rallegrarsi per nien- >te. Le feste Maomettane annunziano fatti inu-tili, come le feste Pagane n’annunziano al-cuni, che scambievolmente si distruggono : do-ve che lodare i Martiri, e celebrar le lor me-morie , sì generalmente e sì teneramente ono-rate dai primi Fedeli, quessè andare con essia raccoglier’ il Sangue, e le Ceneri di quelli,eh’eran morti per attestare che la lor credenzanon era un’opinione, ma che ciò eh’annun-ziavano , non era se non ciò eh’avevano sen-tito, veduto, e toccato . Quest’è-raccogliereCon essi, e trasmettere ad altri le più sfolgo-ranti pruove della Verità del Cristianesimo.
Gli eccessi medesimi, ne’quali l’ignoranza ètalvolta incorsa in questo genere, suppongono,la realtà dei rispetti precedenti.
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