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Tomo duodecimo.
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x6 Lo Spettacolo

tfbza morte del Precursore, di quella di Cristo, n

stati iq tal modo da feste strepitose, ed uni'

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tiistkutt versali , sono indubitabili da una parte, e??VE dallaltra. -Questa fedeltà costante fra tanti va-ri popoli a rinnovare d anno in anno le istessefette fende Zii avvenimenti così sicuri, co-me se fossero dieri. La tromba, che non hacessato d un' anno a!!'altro da dieci Secoli in !qua dannunziar lEgira tra i Maomettani à xArabia, di Persia, e d'Affrica , rammenta adessi tutti il momento di questa fuga. Medesi-mamente tra noi allorché la campana annua- .

zia la solennità* de Martiri, limpressione devesser la medesima che se1 loro Sangue fosseteste versato. Ma dallesser certa la fuga dun urtino inseguito dal Magistrato non ne ri-sulta niente per la Missione, ehegli sascri-ve; e celebrar f Egira è un rallegrarsi per nien- >te. Le feste Maomettane annunziano fatti inu-tili, come le feste Pagane nannunziano al-cuni, che scambievolmente si distruggono : do-ve che lodare i Martiri, e celebrar le lor me-morie , generalmente e teneramente ono-rate dai primi Fedeli, quessè andare con essia raccoglier il Sangue, e le Ceneri di quelli,eheran morti per attestare che la lor credenzanon era unopinione, ma che ciò ehannun-ziavano , non era se non ciò ehavevano sen-tito, veduto, e toccato . Questè-raccogliereCon essi, e trasmettere ad altri le più sfolgo-ranti pruove della Verità del Cristianesimo.

Gli eccessi medesimi, nequali lignoranza ètalvolta incorsa in questo genere, suppongono,la realtà dei rispetti precedenti.

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