Terza
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SÎUAZIONE
vELr.' Ar-ti ISTRUT-TIVE .
J73 Lo Spettacolo
monia. Giacché chi dice armonia , dice ai-* ■cordo di più suoni.
La ragione , e l’esperienza hanno insegna- jto agli antichi fonditori, che se facessero lalor. campana tutta ad un tratto, d’una lar-ghezza uguale, e d’una grossezza uguale, ne |caverebbero a grandissime spese un suono mol-to sordo. Non bastò sgrossare l’alto del Va- jso: è stato d’uopoa forzasti prove scemar con-fìderabilmente la grossezza. Quando si è vo-luto profondere la materia, e portar’all’ecces- \so questa grossezza, non n’è derivato eh’unronzìo, qual’è quello della campana Giorgiod’Amboìse , in cui si sono impiegate trenta !tre migliaja di metallo per formar’un suono,che non si sentirebbe, se non si fosse avver-tito che la campana suona. Risecando sullaspesa col ristringimento successivo della campa-na sull’altezza, e colla diminuzione successi-va sino a un certo punto sulla grossezza, i fon-ditori ottennero un suono più strepitoso: mafurono attraversati da un’inconveniente, cheli condusse finalmente alla forma, che vedia-mo in uso. La campana è sonora in tutta lasua estensione. Il suono dell’orlo, eh’è piùgrosso, è il suono dominante, sicché indebo-lisce , e talvolta scancella affatto il suono delvaso superiore. Ma spesso accade, che si sen-tano ambedue nelle più picciole campane, emolto piùdistintamentenelle grosse. lina cam-pana sola può dunque fare armonia, e l’ac-cordo dei due suoni sarà grato, o ingrato se-condo la correlazione del diametro dell’altocon quello del basso. Se’l vaso superiore èesattamente la rnetà dell'inferiore, e s’ha sett’ j