i8o Lo Spettacolo
Terza e non dovrebb’ essere eh’ il doppio della grof*Conti- sozza XXV, presa nella quarta [faccia . Ma.bel?’ ar E - e ^ a ^ trova più forte, e conseguentemente sen-TiisTRUT-za giustezza. Del resto ffonditori prendono futtve- questo bastone la grossezza relativa al peso d’una campana proposta, e trovano parimente ilpeso relativo ad-una grossezza data, ponendolicompasso[d’una parte fu! numero Arabo, edalssaltra sul Romano. I pesi, che credono conve-nienti a queste grossezze, son qui da una campanadi XVIII mila sino a un timpano di sette libbre.
Dopo d’ aver considerato la regola dellegrossezze, e de’pesi, consideriamo quella de’diametri, che dirige le otto campane d’ un'ottava colle proporzioni de’diametri .
La regola Quando s’ ha la grossezza dell’ orlo dellatr/.d iame ~ grossa, s’ha beta presto il diametro della stes-sa , e le misure delle sett’ altre. Invece didar qui la regola d’ .un’ accordo , la di. cuigrossa abbia cinque, o sei piedi d’ apertura;,contentiamoci d’ una regola d’ un mezzo pie-de, come la linea AB, fig. 2. tav. 28 , perprendervi le misure degli otto timpani d’ unconcerto di campane. La divideremo in die-ci parti u-guali, e supponendo che la regolaintera, o le dieci parti siano il diametro delpiù grosso timpano, ne prenderemo nove perla seconda campana . Le altre otto saranno.'per la terza. Se la più grossa ha il suo dia-metro misurato da AB, la seconda avrà permisura CB , e la terza avendo per misura.DB, farà la terza maggiore colla prima. Po-scia convien dividere AB , in quattro partiuguali, e levarne una : le tre altre farannoesattamente il mezzo tuono che si cerca , e
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