delia Natura. 203
fi mette lo stagno nel fornello che quando il Terzarame fonduto è depurato dalle sue lordure, e CoNTI -
. r , 3 NUAZIONE
poco tempo avanti di colare. dell’Ar-
La quantità del metallo da porsi nel sornel- TIISTRUT '
10 è regolata sulla grossezza della campana. Maprudentemente se ne fa entrarvi piuttosto più,che meno. Se ne sente con facilità la ragione.
11 metallo soffre uno scemamente al fuoco ditre libbre per cento; e'giova prevenire i disor-dini , che possono esser’occasionati da perditeaccidentali.
Quando la campana attaccata per le anse al p peso deisuo ariete è stata sospesa sulla trave, che la so- battaglio.stieno, in maniera d’agitarvi!! con poco strofina-mento, ed armata di leve semplici, doppie,o quadruplicate secondo la mole della campa-na, e il bisogno di facilitarne l’agitazione ; s’attacca il battaglio di ferro ali’ansa con un le-game di cuojo proporzionato, che si ferma, oche si snoda coli’ajuto d’una forte fibbia. Al-cuni danno al battaglio un po’meno di venti-cinque libbre per una campana di cinquecen-to; un po’meno di cinquanta per mille; maal contrario qualche poco più di cinquecentoper venti mila. Queste regole non sono anco-ra ben fissate. Le circostanze variano, ed ob-bligano l’artefice a diversificare la sua condot-ta con prudenza, sinch’arrivi a far’intendereun suono sufficientemente distinto, senza cor-rere il rischio di fare scoppiar la campana conun colpo troppo violento.
Gettando gli occhi sull’apertura d’unacam- N movî-pana, eh’i suonatori scuotono per metterla inmoto; ci figuriamo eh’il battaglio deve rica-dere ad ogui andata, e svenuta sull’orlo infe-ri*-