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delia Natura. 205
le famìglie 5 perché i benefizi fono i veri atti Terzadi nobiltà. Conti-
S’informa ancora tutto il popolo dei moti- celi/ Àr.vi di gioja, che gli fanno impressione, con ti istruì-concerti di tre, e quattro ottave, di cui lituo-le in certi paesi ornar la torre della Cattedra-le, o quella del Palazzo del Pubblico. Il suo-no di ciascun timpano è subitamente estinto,o prolungato a discrezione secondo che piaceal Musico d’abbassare, o di sospendere il pez-zo di panno, che accompagna il colpo del mar-tello. Certi Dotti versatissimi nel!' armonia,e nell 1 accordo degli strumenti, hanno talvoltafatto il progetto d’un’assortimento acconcio»dar’al popolo più parte, che non è in stato diprendere nei diletti della Musica, quasi sem-pre troppo debole per giungere alle sue orec-chie, o troppo figurata per esserne sentita. Ildesiderio di questi dilettanti era di veder riu-nire un buon numero di gran timpani, e ungiuoco di trombe organizzate, che partisseroinsieme sotto i moti d’ un medesimo tasto : nul-la essendo né più grato al popolo eh’il salte-rellare della musica di percotimento; né jfiùproporzionato ai gran luoghi che lo strepitode’timpani, e delle trombe ; nè più proprio in-fine a correggere la secchezza dei suonj percossi,e vicini a perdersi, che la pienezza dei suoni,che si sostengono senz’ affievolimento .
Il getto dei cannoni, e de’morta; da bom- j Ci ^be è poco differente da quello delle campane . noni, e iAltrevolte un nocciolo ne faceva il Vacuo. ^Un modello in terra, che si faceva seccare perdi sopra, e eh’in seguito si metteva in pezzi,regolava la grossezza del metallo, che doveva
pren-