2zo Lo Spettacolo
Quarta nè rari tra noi, né chiusi ai curiosi. TaloraConti- se la pigliavano contro ì difetti della pubblicaeducazione , in cui ( dicevan’eglino ) s’inse-TusTRUT-gna scrupolosamente ai giovani la Cria, laT1VE ' forza d’inerzia, e la supposta reazione d’ unapietra sul cavallo, che la tira; mentre chenon s’è mai trovato un Maestro, eh’abbiagettato nei loro animo i primi semi della bel-la curiosità, facendo lor vedere in realtà, oalmeno in figura le teste, e i rovesci d’unaserie di medaglie Imperiali, Cotiche, Bizan-tine, od altre. Qualchevolta que’Dotti l’ave-vano seco stesti , e fi rimproveravano come ungrande abbaglio il non avere animato dap-pertutto l’amore, e la ricerca dell’antichitàcol soccorso delle intagliature , incaricandosidelle spese furio d’una tavola di medaglie,l’altro d’un’altra; o dividendo tra loro gliavanzi d’una bella serie di teste, di tempi,di tombe , di stronfienti , e di monumenti d’ogni spezie. Il che incoraggirebbe gl’intaglia-’ tori, e darebbe la facilità dimettere questui-li Collezioni a un prezzo sì tenue, che nons’avrebbe mai la tentazione di contraffarle.Sarebbe difficile il servir meglio Sa Società,e farle più bei regali.
La certezza istonca non è il solo frutto dell’ispezione de’pezzi giustificativi. Il gran be-ne, che si fa proccurando intagliature a quel-li, che non possono avere i Monumenti, fiè facilitare i progressi di tutte le belle noti-zie, e d’ampliare il gusto. V’ha chi fi la-menta ch’i Dotti ne mancano assai spesso;il che non dee sorprendere in persone, chenon hanno abbandonato il gramaticale se non
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