della Natura; 251
per darsi al Metafisico; dove che Io studio del- quartala bella Antichità gli umanizza, c sostiene la Co!,m -lor’Opera col gusto del sensibile. Tutto si dii- dell’Ar-sipa, e s’obbiìa in una lettura languente: rna T ”sTRin>tutto resta in ordine nella memoria quando si TIVE 'trova legato coi lineamenti d’ un’ Imperatore,col segno distintivo d’una Colonia, colle de-corazioni d’ un’anno secolare, d’un’ingressotrionfale, o d’un felice ritorno, sa Storia èun viaggio dell’immaginazione in paesi lonta-ni , e secoli rimoti. Tutto vi ci attacca a pro-porzione che gli oggetti vi si son messi sottogli occhi.
Le Monete sono state moltiplicate piùd’ognialtro Monumento sì pel bisogno, com’ancheper la tenuità degli apparecchi ; e si son me-glio conservate per la solidità della materia ;ed infine per 1’ ordine della loro continuazio-ne si trovano le più atte / a connettere gli av-venimenti .
Altrevolte la fabbrica delle Monete era dif- L’anticaferente da quella d’oggidì. Si tagliava uuala-ma di metallo in più piccioli quadretti, i di ue te.cui angoli s’abbattevano colle cefoje . Dopod’aver’aggiustati questi pezzi in modo da render-li perfettamente conformi nel peso al pezzo,che serviva di segosa Per tutti gli altri, si ri-pigliava ciascun pezzo per rifondarlo esatta-mente con picciole martellate. Quest’è ciò,che si chiamava una tortelietta, a cui nonmancava altro che l’impronto. L’intagliatorepreparava, come fa ancora, due masse d’ac-ciaio in forma di conj tagliate, e terminateda una superficie schiacciata, e rotondata ne’suoi orli. Vi s’intagliava, o vi s’imprimeva
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