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Tomo duodecimo.
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bella Natura. 267

può girar senza !a ruota, ma questa non gira Quartasenza quello: gira il rocchello senza la ruota, C ° NTI -qualora si carica la molla, eh’è nel tamburo: dell’Ar-percîocchè colla chiave si fa girare il rpcchel- TI istmjt-lo, e il tamburo: la catena allora pasty da que- TIVE "sto a quello. In questo modo solo il bocchellopuò girare senza la ruota A, la di cui piantasi vede in a. Quando la molla è caricata, csi ritira la chiave, la base del rocchello, ch’ètagliata a guisa di denti,.adunchi H, e eh’ èaffogata nella grossezza della ruota del rocchel-lo A , incontra un pezzetto di rame mobile at-torno d’ un punto fisso I, che permette ai den-ti lo scappare quando si carica l'orinolo, e chegli arresta quando si vuol girare il rocchellonel verso contrario. Allora il rocchello, e lasua ruota cedono insieme alla catena, come senon facessero eh’un medesimo corpo; e perchéla mossa del tamburo col mezzo della catenaagisce sul bocchèllo , e conseguentemente sulladi lui ruota, tutte l’altre son tirate, e il mo-to si comunica sino agli stili del quadrante.

La seconda ruota B è chiamata ruota dei mi-nuti , ed anche ruota dal lungo stipite, perch’il suo albero attraversa il quadrante. La ruo-ta C è chiamata picciola ruota mezzana. Laruota D chiamasi ruota di campo, e la ruotaE, ruota di rincontro, Tutte queste ruote han-no un rocchello, eccettuatala ruota A della le-va perpetua. Queste cinque ruote sono visibi-li, allorché s’apre la mostra: ma alcune so»celate tra il quadrante, e la prima piastrella.

Son’elleno pegli aghi del quadrante: perciò sichiamano quadratura . Questa è composta didue rocchelli, e di due ruote. Il primo è sur