ciò, eh’egli già sapeva. Se non acquista, viag- i L Com-giando, questi due pregi, svrehbefallomeglioa non uscir di casa,
Il viaggiatore, o si trovi chiamato al ma- Diventa?neggio dei grandi affari, o faccia il Negozio ^ e Soci r *‘la sua vocazione, dee proporsi pel primo frut- mo fruttato delle sue Scorse il divenir perfettamente So- de’Viagg}.ciabile. La carità sincera, ond’abbiam fatto ilfondo della sua pietà , è altresì il vero fon-te di quell’ amabile qualità , che vorremmoperfezionata da’ suoi viaggi • S’egli ama di far’il ben reale della Società , ne farà comunemen-te amato. S’egli ama di servire gli uomini conardore, diverrà soggetto, non dico delie lo-ro adorazioni, ma della lor confidenza, e dellor’ ossequio. Accade però talvolta, che conun gran fondo d’affetto pel genere umano con-servi ancora un’uomo residui d’inegualità, ariebrusche, maniere impetuose, distratte, e noncuranti.
Il primo merito de’ viaggi è distruggere [ ra-dicalmente ogni asprezza, e sopprimere persi-no le minori apparenze d’ alterigia . Non v’halima più dolce d’un lung’uso d’ogni sorta dicaratteri. I più bei diamanti sono stati rozziprima'di passare al brunitoio. li soggiorno,eh’un giovane di provincia viene a fare nellaCapitale, non è da principio eh’un primo di-rozzamento. La varietà degli affari , ede’viag-gj finisce di dargli’l suo vero lustro. Un gio-vane, che passa da una Città ali’altra, e so-prattutto da una in un’altra Nazione, si tro-va nella necessità di adattare le sue risoluzio-ni, le sue risposte, c tutta la sua condotta aibisogni delle circostanze. Egli osserva dapper-Tomo XII. V tue-