!t COM-tóÉRZIO .
Secondofrutto deiViaggi, 1’esperien-za •
306 Lo Spettacóio
tutto ciò , che fi gusta, e ciò , che può pia-cere. Il suo minor sapere è di disfarsi dei dis-corsi , e dell' arie, che posson’ offendere, odannoiare altrui. E' superfluo 1’ insistere sopraciò, perché è una cosa provata, e confessataeh'i Ricchi, e soprattutto i Grandi debbon 1uscire da quel cerchio di persone, che s’abbas-sano alla loro presenza, se non vogliono cor-rere il rischio d 1 essere o Idoli muti, o Divi-nità feroci.
Questo primo vantàggio della pratica dellediverse Nazioni può essere attraversato da dueinconvenienti ; !' uno di prender troppo gustoal cangiamento ; l’ altro di diventar Comme-diante. Confesso che quanto più si sono stu-diati, e praticati gli uomini, tanto più s’èinistato di nuocer loro, o in rischio di prender-li in abbonamento. Non v’è altro rimedio aquesti mali eh'un vero fondo di Religione, laqual’ è la base delle qualit.a da me supposte inquello, che viaggia. La Religion sola rendei’uomo felice fissando i suoi desideri : ella solagli dà una gentilezza, che itqnde ad esser’uti-le. Temo uno Scellerato a proporzione eh’ iviaggi, e gh affari l’hanno raffinato. Ma da-temi un’uomo di Senno, eh’abbia veduto mol-to, se con ciò questi è un Cristiano, non so-lo troverete in lui buon’ordine, e buon capo,ma di piùjlo troverete tale, che sarà impossi-bile il non amarlo. Ciascuno vuol trattar conlui, eh’ha tanti seguaci, quanti conoscenti, iquali gli tengon dietro se non per gusto, al-meno per interesse.
Oltre le qualità, che rendon i’ uomo vera-mente Sociabile, nel nostro Viaggiatore an-cora