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ti la sicurezza dello Stato . Non ft conosce in LìPom-loro passion più attiva; e s’ella non drilrug- S ICA ’°’ Lge 111 elii tutte 1 altre, le signoreggia , e le ce’ Poro-tiene in rispetto . Un Guerriero abbandona 11 *quel, eh’ha di più caro; trascura il suo ri-poso, i suoi piaceri, i suoi interessi, percor-rere alla gloria: commiscra coloro che fug-gono il pericolo, e trovasi felice d’esser’ im-piegato per preferenza o nel calore d’una mis-chia , 0 in una commissione rischiosa . Sup-ponendo il Visconte di Turenna questo prin-cipio, e quest’ inclinazione in tutt’i cuori bel-licosi , egli salvò con una bugìa officiosa lafortuna del Conte di Grandpre' , che fu di-poi Maresciallo di Giojosa , e gl’ istillò de’sentimenti degni della sua Nascita . Il Vis-conte aveagli affidato la scorta d’un Convo-glio, che partiva per Lens. Il giovane Gio-iosa fermatosi in Ârras per divertirsi , lasciòil Convoglio sotto gli ordini del Maggioredel suo reggimento, che fu assalito, rispinseil Nemico, ed arrivò senza perdita. Gli Uf-fiziali mormoravano di quest’assenza. Quant’io compassiono il Conte di Grandpre (disseloro il Turenna) d’essersi fermato per ordinemio in Arras in una congiuntura sì bella !
Non me la perdonerà giammai - U Onore.
Tutt’i pensieri del Guerriero Io richiamanoad Un’ oggetto unico, Ha sempre innanzi agliocchi il medesimo punto di vista, fOnore* Maeh’è mai quest’Onore? Si può egli definire?
L’onore è 1 ’applauso, che riceviamo dal-la nostra coscienza , e dal Pubblico in tuttociò , eh’ intraprendiamo pel Ben comune , ar-rischiando-la nostra quiete , e la nostra Vita.
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