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Tomo duodecimo.
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bella N a t u r a ; 337

provano. Ali’, opposto il ver’ Onore è senza LaPou-rimprovero, e senza contraddittore ; egli è pu- V CA » ° ,£ -

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ro, e sfolgorante come II bel giorno, in cui VE' Poro-si mostra. Nè le cautele, nè gli artifizi non 1 - 1 -gii fon bisognevoli, perché approva le sole a*zioni, che non temono di mostrarsi. Pertantoè realmente degno d’un gran cuore. L’ onorfalso è un fumo, ed una seduzione. E'micidia-le come il fanatismo: e sarebbe facile farne ilparalello. Guai a chuinque vi si lascia prende-re, e ne diventa schiavo. Ma è forse differen-te il ver’Onore dalla Voce di Dio, che ci pre-mia nel segreto per la soddisfazione interna d’aver fatto coraggiosamente il nostro dovere ?

Al di fuori è egli altro che l’attestazione, el’approvazione pubblica di quanto un’uomo puòfar di meglio, eh’è d’amar la Società fino a sa-crificarsi per lei? Questa generosa disposizioneè ciò, ches’accosta maggiormente alla carità;e piacesse a Dio, eh’elleno fossero sempre con-fuse in maniera da non farne eh’una sola, emedesima Virtù/

L’Onore sì ricercato da quelli, che fannouna professione particolare di coraggio, e diservigi attivi, non è dunque nè un ben frivo-lo, nè un’ idea vana; ma un discernimentosensatiffimo, eh’ il Pubblico ha sempre fattodelle mire dell’anima dal temperamento, oda-gli stromenti corporei, che posson’ora prestarsiali’ amor proprio, ed ora aiutar l’esercizio del-la virtù. Vedete un Leone, un Duellisla , un’Assassino, ed ogni uomo, che non dipende cheda sè, o che riduce tutto a sé : qual sentimen-to gli arma tutti, e li mena al Nemico? L’atnor proprio, la rabbia, la Sete del Sangue.

Tomo XII. Y Quai