Ta Poli-tica , o ’lGovernoi3 e* Popo-li .
340 Lo Spettacolo
sono sott’ i nostri occbj: e'Inumerò degli Spet-tatori affettuosi aiuta in ogni tempo il buoncontegno , I' attività*; e le azioni brillanti.
Non senza spavento ci veggon fare il processoalla politica dura , e meschina di Duprat ; co- j
me non senza provar 1’ attrattive delia coma- ,
ne utilità, odono colmar d’elogi la rettitudi- r
ne d’Ambroife e di Suliy, o le mire benefi- ,
che e feconde del gran Colberto. Questi dan- tdo sempre avvisi pieni d’umanità , egeneraliz- jzando i suoi benefizi con durevoli stabilimen- <j
ti, ci ha dato le piti giuste idee della veraglo- ,
ria. Questa nobil passione ha, come tutte le nVirtù, la sua misura, eia sua regola. EH’è cperfetta, quand’è animata dallo spirito di con- ,servazione . Traligna, se va più oltre. E'al- j]Iota puro trasporto, ferocità bizzarra, oppur’odio del genere umano. Il favore d’un gran ttRe, e gli applausi de’ popoli tendono a forma- f are Anime intrepide, non già uomini sangui-narj, o cuori barbari, e distruttori. Sta spe-virilmente a cuore alla nostra Nobiltà i’amar jla Patria senza odiar Io Straniere. Ella lascia c jalla plebaglia que’ciechi pregiudizi, da’quali è ppreoccupata contra Nazioni veramente stima- ^bili. I giudizi generali, che si fanno del lor ^carattere son quasi sempre sprovveduti di sen-no. Il peggiore di tutti gli abbagli in questo ; B
genere è quello di confondere l’idea di Nemi- n(
ci con quella di Vicini, La nostra Nobiltà, , £
e, ardisco dirlo, le nostre persone civili han- ;
no in orrore questa ingiustizia. Il Francese si B
stima forse un po’troppo, ma non odia l’altre {
Nazioni. Il Nemico, che più non ci nuoce, t
cessa d’esser nostro Nemico. Noi dimandiamo 1
che