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Governo»e’ Fopo-
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346 Lo Spettacoio
c’ innaspiamo per l’affuefazione di lamentar,ci ; e la nostra soddisfazione , benché senzapregiudizio delia fedeltà, ne resta molto alte-rata, perché non ci degniamo di ravvisare inostri vantaggi.
Un Cittadino di Nane! giungendo a Parigicolla carrozza pubbliea, si , trova offeso degliordini, che riceve alla barriera di far l’aper-tura della sua valigia, e di soffrirne la visita.S’incontrano fra le sue rob£ alcune ferrerìe diNorimberga , che non gli si rendono senzacontrasti, e certi libri di Lipsia, che s’invia-no alla camera Sindacale. Egli rinchiude lasua valigia, e sdegnato risale in carrozza . CheimbrogliChe governo. 1 Che tirannia! In tut-to il viaggio sono stato in preda alla rapacitàdegli Osti : arrivando qui, mi veggo assalitoda una legione di stradieri : qui una regola :altrove un’altra. Perché non si lascia eh’an-diamo liberamente sino ali’estremità del Re-gno? Perché s’imbriglia ad ogni passo la mialibertà? Il gius delle genti vuol pure che ci ve-stiamo, e ammobiliamo come ci pare, e pia-ce. Voglio regalare ad un’ amico una serratu-ra alla Tedesca, ad un’altro una pezza di te-la d’Olanda, o una veste da camera d’India-na . Ho piacere d’aver meco l’Opere dei Chi-mici Tedeschi, e de’Medici Inglesi. Che v’è di men sospetto d’una tale scelta? Eppuretrovo ostacoli ad ogn’istante. Convien vederequel, eh’è in baule. Quesl’è proibito. Que-sta Edizione è contraffatta. Il privilegio n’èaParigi. Bisogna aspettar qui. Bisogna, correrealtrove per porre insieme i pezzi d’ un’ assaipiccola valigia: anzi non si è sicuro d’ottener*