della Natura.
Sinora i Sovrani, ed i popoli fon pochissi- LaPoi:*mo obbligati alla Filosofia , e moltissimo al- T[CA 'la Religione Cristiana, che può più efficace- ee’ V Popo-mente della Filosofia, e della forza istessa man- ri-tener sordine pubblico, sottoponendo ai Re icuori dei lor Sudditi. '
Ma, mio caro Amico , se la Religione èuna sì gran sorgente di beni anche in questavita, s interesse che vi prendiamo , principiaa rendercela cara : e se coi veri fondamentideli’ordine pubblico ella ci assicura un feliceAvvenire, appartiene ugualmente al Cittadi-no, ed al Cristiano il conoscere la verità delCristianesimo, e il sapere perché non occor-ra punto fidarsi de’ nostri sistemi filolofici, men-tre la certezza di quello ci procura laj più ra-gionevole sicurezza.
Colle vostre varie questioni m’ avete impe-gnato , mio caro Cavaliere, a discorrervi del-le diverse bellezze della Natura, e più parti-colarmente della vera eccellenza dell’ uomo ,o si Considerino i vantaggi delle sue cognizio-ni, o si studino i soccorsi , eh’egli ricava dal-la Società. Le vostre brame mi furon leggi.
Ho creduto legittima la mia Missione . Maella non è adempita jrfie imperfettissimamen-te. Quanto v’ ho detto , riman profano, edinutile, o non oltrepassa molto una curiositàdi puro trastullo , se non è nobilitato dalla 1certezza della Religione, senza cui tutt’è fri-volo e transitorio, e per cui ciò che ci scap-pava, divien permanente . In una parola oîa nostra eredità è quivi, o non n’ abbiamopii n to.
Ma per sapere s’ abbiamo un’ eredità , che
ci