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Tomo decimoquarto.
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della Natura. 6i

t'î venuto, e delle quali nessuna è eseguita, co-poct mincieranno ad adempiersi precisamente, subi- stradone'to dopo eh’ ei non sarà più su la terra, è Evangeu-uiito un’ arditezza ancor più inconcepibile. Ora CA 'o fa- dopo i primi giorni di sua partenza 1’ effetto>!«' comparve, e ancor dura.ù,î Colui che non profferiva se non se parole,k di sapierua, non su ricevuto dai suoi. Ebbeegli dei uditori e dei testimoni in gran nu-; m mero, ma pochi discepoli. Il timore gli trat-

, E tenne, e rese la sua opera sino a quel tem-

i//e- po inutile. Egli disparve, senz’aver introdot-ti, to in alcun luogo il pentimento, ed il carn-et biamento di condotta ; nè resa la santità più

(,e comune tra i popoli ; nè dato il minimo as-

e:) salto alla tirannia dell’errore, che faceva ado-

rar tutto, fuori che Dio. Se Gesù Cristo nonMi ha neppur tentato l’impresa in una solaCit-

coìI tà idolatra, per esempio a Tiro, e a Sidone;

eì degli uomini così sprovisti di talenti , come

fono gli Appostoli, saranno essi più fortunatili:: di lui ? Lor altro non resta che nascondersi:

:.im e la morte di lui, come l’affurdità della pre-sa dizione, deve bastare per disingannargli. MaEL lungi dal fuggire , come avevano fatto allor-i» chè il loro Maestro viveva ancora , si fannoessi pubblicamente vedere , e nel tempio Pan-ia è nunziano. Lo Spirito, che loro è stato pre-mo- messo , di essi ne fa improvvisamente deglie il uomini nuovi. Alle due prime predicazioni diter! un rozzo marinaro, che si dice il Discepolore- di Cristo, otto mila uomini abbracciano la pe-rei). nitenza, e son penetrati di dolore per averco. dimandato la condannazione di lui al Gover-ni! natore . Malgrado il dispetto e le minaccie„ dell’