66 Lo Spettacolo
La Dimo-strazioneEvangeli,ca .
un uomo cotanto semplice sarebbe egli maiflato l’inventore di un racconto , di cui sa-rebbe impossibile al maggior furbo che sia met-tere insieme le circostanze, senza inciampa-re nel suo cammino a ogni passo, e senza es-sere soventemente convinto di falso ? Non v’ha dunque alcuna testimonianza , che riuniscapiù caratteri di verità, quanti si uniscono nelracconto dell’Evangelista Giovanni.
Da che segue, che se si ha risolto di sospet-tar furberia nella singolar predizione delle treopere ricercate allo spirito, di cui doveanoestere riempiuti gli Appostoli subito dopo lapartenza\del lor Maestro, 1’Evangelista da talsospetto ss è esente .
Al più, ai più egli può essere stato ingan-nato da un uomo più accorto di lui , ed averriferito le parole di quello con troppa creduli-tà; ma poiché il fatto è reale , e, che quelleparole sono uscite dalla bocca di colui, a cuifi attribuiscono; come si vuole che un furbolegga giusto in un avvertirei il più prossimo, ein un avvenir rimotissimo ? I tre punti pre-detti, o antichissimamente posti nel Vangelodi San Giovanni , han cominciato ad adem-piersi subito dopo la ritirata di Gesù. Subitodopo so noli vedute delle società di penitenti edi giusti in Gerusalemme, in Samaria, e presiso gli stessi Pagani,
J1 Dio di Àbramo , cioè a dire, il Creato-re , che aveva promesso ad Àbramo di bene-dire nella sua posterità tutte le nazioni, è lo-ro annunziato a nome di suo discendente; ela decadenza della idolatria, cominciata conquesta predicazione, va fempremai aumentan»
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