!La DIMO-STRAZIONE
Evangeli-ca .
88. Lo Spettacolo
to, possono ben avere dei confessori : ma nonhanno quelle alcun martire.
Al. contrario per incredibile che sembri unavvenimento , si puh dimostrarlo per mezzo diuna testimonianza veramente giuridica e con-vincente, allorché i testimoni hanno potuto faruso degli occhi propri, delle proprie orecchie, edel concorso di tutti i lor sensi ; spezialmen-te se l’hanno fatto senza concerto; se altri,che non gli conoscono, vi aggiungono di si-mili testimonianze, anche con pericolo di lorvita.
Dall’uomo darsi non può una maggior pruo-va di sua sincerità, o di sua persuasione. Macome questa persuasione è nulla, quando nonsi ha veduto , o non si sanno i fatti per te-stimonianza di quelli che gli hanno veduti ;così la persuasione di aver veduti, e di averchiariti i fatti, quando è comprovata coniaperdita della stessa vita, èia pruova più for-te della realità dei fatti , che accaduti siansotto il Sole. Di tal guisa il Martirio è lagran pruova del Cristianesimo, che equivalea tutte le altre testimonianze .
Quei, che per dei motivi, che noi ci di-spenserem dal cercare, hanno procurato di ri-durre ad un piccolissimo numero i testimo-ni della verità del Vangelo, sono stati per-fettamente confutati dagli infiniti fatti , edalle rispettabili autorità, che il dotto Rui-nart ha raccolte nella celebre prefazione ,che leggesi alla testa dei Veri Atti dei Mar-tiri. Que’paradossi sono altresì confutati daun infinito numero di Scrittori contempo-ranei,