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Tomo decimoquarto.
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102
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La Dimo-strazioneEvangeli-ca .

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102 Lo Spettacolo

e più suscettibili di mire sregolate : ma haofferto la sua alleanza ed i veri beni a tuttigli uomini per una strada, che fa la lor sicu-rezza , per mezzo di un ministero pubblico eautorizzato,

Che un uomo si eriga in Ambasciatore, ointraprenda di stabilire una camera di giudi-catura , associandosi dei colleghi e dei subal-terni : non se ne ha alcun riguardo , perchési sa donde viene; ed anche si sa certissima-mente, per il semplice difetto di testimonian-za , eh’ egli si ha arrogato quel potere , e chenon ne ha punto di reale, che possa comuni-car a chi che sia. ,

Da un’altra parte, che un membro legit-timo del Senato di Genova, o di qualche al-tro pubblico consiglio, intraprenda di forma-re un tribunale a parte, per regolare in unanuova guisa gli affari di un distretto , o diun borgo, e che con ciò voglia farsi indi-pendente dal corpo, da cui si è staccato : lasua intrapresa è vana . Il più ignorante uo-mo può sentirne la insufficienza. E' nota aciascuno la novità di un tale smembramento.Porta questo un nome differente dal Senato diGenova; e non è uè approvato, nètollerato:o se si prevale di alcuni ajuti per mantenersi,non può esso nè sminuire l’autorità destan ficoSenato, nè trasmettere ad altri un potere le-gittimo .

L’autore desta prima intrapresa si arrogaque! che non gli è stato dato; fautore dellaseconda fi abusa di quel che ha. Il primo nonpuò divenir giudice, se non quando sia incor-porato asta compagnia che ha il potere ; e 1'

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